giovedì 29 agosto 2013

Tutti pazzi a... Faenza! Dal 6 all' 8 settembre

Faenza ospiterà a breve Tutti pazzi in città – Le Grandi Trattorie Italiane in Piazza una festa popolare che animerà il centro nelle serate di venerdì 6, sabato 7 e domenica 8 Settembre. Il cuore della festa sarà la grande trattoria allestita in piazza Nenni (già Molinella) dove ogni sera si alterneranno tre grandi protagonisti della cucina della tradizione italiana. Ad animare il centro della città sono anche previsti diversi eventi tra musica e cultura e un mercato dei vignaioli romagnoli e dell'olio di oliva italiano in via Pistocchi. Il calendario completo sarà pubblicato sul sito www.tuttipazziincitta.it a partire dal giorno 30 agosto 2013. Curatore dell’evento è Giorgio Melandri.
La nostra cucina è in un momento interessante, di successo e di recupero di tutta la tradizione popolare italiana. In questo processo la filiera ha un ruolo fondamentale e si può affermare che quasi tutto quello che è successo in Italia negli ultimi dieci anni è successo proprio lì, nella filiera. E quello che non è successo lì è successo nelle trattorie. Quella è la coppia imbattibile del contemporaneo della cucina italiana, artigiani-trattorie. Tutti pazzi in città è il primo evento in Italia che riconosce a questo fenomeno un valore assoluto e gli regala il ruolo di protagonista. La tradizione popolare con questa filiera non deve avere complessi di inferiorità. La grande cucina italiana ha cambiato tutte le sue rotte e noi cominciamo a raccontarlo. Farlo per primi è un motivo di grande soddisfazione.

Ecco tema per tema questo viaggio che attraversa l’Italia passando per Campania, Sardegna, Lazio, Abruzzo, Friuli, Basilicata ed  Emilia Romagna.
I protagonisti delle tre serate
VEN 6 SETTEMBRE 2013 dalle 18.30 alle 23.30
Alberto Bettini, Da Amerigo - Savigno (BO)
Gostilna Devetak - San Michele del Carso (GO)
Pasquale Torrente, Al Convento – Cetara (SA)
SAB 7 SETTEMBRE 2013 dalle 18.30 alle 23.30
Giovanni e Gennaro d’Ignazio, La Vecchia Marina - Roseto degli Abruzzi (PE)
Roberto Serra, Su Carduleu – Abbasanta (OR)
Peppe De Marco, Da Peppe – Rotonda (PZ)
DOM 8 SETTEMBRE 2013 dalle 18.30 alle 23.30
Franco Cimini, Osteria del Mirasole – San Giovanni in Persiceto (BO)
Arcangelo Dandini, L’Arcangelo – Roma
La famiglia Spadone, tra La Bandiera e l’Osteria La Corte, Civitella Casanova (PE)
Come, dove, cos’è?
La trattoria. Il cuore dell’evento è piazza Nenni a Faenza (già Molinella) dove è allestita una vera e propria trattoria con 400 posti a sedere.  Ogni sera tre grandi trattorie italiane preparano due piatti ciascuna per un totale di sei piatti. Alle casse si possono acquistare i piatti scelti fra questi sei, l’acqua gassata e naturale (Levico) ad 1 euro a bottiglia, il pane (100 gr di pane QC dei panificatori faentini Ascom) ad 1 euro. Non si accettano prenotazioni, l’accesso è libero e non dovrebbero esserci problemi di spazio data la capienza della trattoria. Orario di apertura: 18,30 -23,30.
Il vino. Al costo di 5 euro è possibile acquistare un kit: calice, un catalogo-cartina di Tutti pazzi in città, una tracolla portacalice, 5 contromarche degustazione. Il calice è un RCR world’s best personalizzato. Con questo calice e utilizzando le contromarche è possibile assaggiare i vini provenienti da tutta Italia e in particolare dai territori di provenienza delle trattorie al banco dedicato in piazza Nenni. Le contromarche sono anche in vendita alla segreteria al prezzo di 4 euro per un carnet di 5.  Il vino è anche venduto dalle 30 aziende romagnole che animano il mercato di via Pistocchi (adiacente la piazza Nenni). L’elenco delle aziende è pubblicato in una apposita sezione del sito. Si può comprare al calice o a bottiglia. Tutti i vini sono serviti e venduti ad una perfetta temperatura di servizio grazie alle cantine refrigerate specializzate fornite da Liebherr. Il mercato del vino è aperto dalle 17,30 alle 23,30.
Il calendario di eventi. Durante i tre giorni tutta la città di Faenza è coinvolta con un calendario eventi che trovate in una sezione dedicata sul sito. Sono tutti nel centro storico della città.
Allestimento trattoria. L’allestimento della piazza è curato dagli architetti Davide Cristofani e Valentina Mazzotti che hanno lavorato sul tema del riuso di materiali e oggetti. Tutti i piatti e le posate utilizzati sono compostabili.
Magliette. Sono in vendita alla segreteria le T-shirt di Tutti pazzi in città al prezzo di 15 euro. Sono rosse in cotone (Kariban Francia) con la scritta Tutti pazzi in città bianca e sono prodotte da Autori (www.autori.it).

Fabrizio Del Bimbo
Nicoletta Curradi

Malga sinonimo di montagna, non solo formaggio...

Asiago,7-8settembre. Palcoscenico le vie della città sull’Altipiano.

<< Parlare di malghe, vuol dire entrare in un mondo di specificità alimentari, di distretti produttivi dove la capacità e il lavoro dell’uomo agricoltore è strategico e quasi fondamentale per superare difficoltà naturali. La malga è soprattutto la culla dove si creano formaggi, ma rappresenta un modo di vivere, di lavorare, di sostenibilità, di sussidiarietà. L’Altipiano di Asiago ha questa lunga tradizione casearia legata ad una incantevole attraente vocazione turistica.  ”Made in Malga… in Città 2013” ospita, il 7-8 settembre,  anche altri prodotti dell’agricoltura d’alta quota saranno protagonisti con degustazioni: erbe, piante, verdura, ortaggi, vino, birra e salumi. Eventi e produttori saranno abbinati alle attività commerciali della città, dall’abbigliamento al ristorante, dal fiorista all’enoteca. Il formaggio sarà il filo conduttore di un week end da trascorrere nelle vie di Asiago all’insegna del gusto, da un esercizio all’altro, da un produttore ad un altro, libera scelta in assaggi anche guidati da esperti  e acquisti direttamente “sul posto”, abbinamenti con vini e birre rigorosamente di montagna.  Il programma degli eventi si presenta come una mappa  di «Made in Malga… in Città» che riporterà le tappe dove scoprire i formaggi, i vini, le birre ed altri prodotti della montagna. E’ anche una occasione per fare sistema fra distretti e produzioni diverse , ma unite in un obiettivo di salvaguardia, tutela, sicurezza e garanzia di territorio-prodotti.

Fabrizio Del Bimbo
Nicoletta Curradi

venerdì 2 dicembre 2011

Lieve calo, ma qualità garantita per l'Olio DOP Chianti Classico 2011


Il Gallo Nero festeggia un nuovo raccolto all’insegna della qualità dopo una stagione altalenante da un punto di vista climatico che però nel finale ha garantito un prodotto di assoluta eccellenza.

Firenze, 1 dicembre 2011 - E alla fine l’acqua è arrivata, al momento giusto, nella giusta quantità e senza disturbare troppo gli olivicoltori nella raccolta. Mentre il 2011 si ricorderà, da un punto di vista climatico, come un’annata strana, il prodotto che ha generato invece sarà ricordato dai palati dei consumatori come un grande Olio. La DOP Chianti Classico appena nata sta già regalando grandi soddisfazioni, dal produttore al consumatore, e quel minimo calo quantitativo nella produzione è un sacrificio da scontare più che accettabile se si guarda a una qualità che anche quest’anno si attesta su ottimi livelli.

I mesi che hanno preceduto la nascita della nuova DOP hanno vissuto momenti alterni: la crescita dei frutti è avvenuta regolarmente fino alla fine dell’estate e niente era mancato alle nostre piante per soddisfare le loro esigenze. Le alte temperature registrate durante i giorni della fioritura nella prima parte di giugno hanno selezionato i frutti migliori che sono stati in grado di portare a termine la prima fase del processo produttivo senza difficoltà.

Poi il grande caldo del mese di agosto e soprattutto la mancanza di acqua hanno rallentato molto il processo di maturazione delle olive che alla fine di ottobre apparivano ancora non pronte. Finalmente, ai primi di novembre, è tornata la pioggia e le olive hanno potuto ritrovare quel livello di idratazione sufficiente a produrre oli di gran livello.

Fortunatamente le piogge si sono concentrate in pochi giorni dando modo agli olivicoltori di continuare a raccogliere i frutti in belle giornate, soleggiate ed anche con temperature sufficientemente basse da garantire quello stato vegetativo di piante “ferme”, quel necessario assopimento dell’olivo che al momento della raccolta è indispensabile per avere oli con caratteristiche in grado di sopportare anche oltre un anno di invecchiamento.

Il risultato è una DOP del Chianti Classico 2011 che ritrova quei sentori tipici del territorio: fruttato marcato, erbe fresche, carciofo, piccante lungo ed intenso. L’intera annata è stata seguita con attenzione anche quest’anno dal personale del Consorzio Olio DOP Chianti Classico, impegnato in un costante servizio di assistenza verso i propri soci nelle diverse fasi della filiera che si conclude con la verifica finale delle qualità ottenute nelle produzioni, attraverso il pre-assaggio di tecnici specializzati che aiutano le aziende a selezionare le partite di olio migliori, rispondenti al disciplinare di produzione, e che quindi possono andare in certificazione per ottenere l’idoneità alla DOP Chianti Classico.

Adesso non resta che assaggiare il nuovo raccolto della DOP Chianti Classico… Imbottigliato (con vetro rigorosamente scuro) o in lattina, il Gallo Nero in versione verde è pronto per accompagnare i piatti della tradizione toscana ma non solo.

Fabrizio Del Bimbo

martedì 29 novembre 2011

Prim.Olio” – L’Azienda Agricola Fattoria di Ramerino vince il Premio ‘Gocciola d’Oro’ 2011 a Bagno a Ripoli (FI)




La settima edizione del Premio Gocciola d’Oro è stata vinta dall’Azienda Agricola Fattoria di Ramerino, al termine della serata del 28 novembre 2011, che ha visto l’Antico Spedale del Bigallo ospitare un’ottima Cena di Degustazione, alla presenza di numerosi ospiti, fra cui il Sindaco Luciano Bartolini e il Vicesindaco Alessandro Calvelli, nonché le aziende produttrici di Bagno a Ripoli.
La commissione giudicatrice del premio era presieduta dalla dr. Marzia Migliorini. Il Gocciolatoio d’Oro, realizzato dalla Bottega fiorentina di Arte Orafa Penko secondo le antiche tecniche orafe rinascimentali, è andato all'Azienda Agricola fattoria di Ramerino.
A seguire: II posto – Azienda Chelli Italo di Lappeggi; III posto – Azienda Agricola Reto di Montisoni; IV posto – ex aequo Azienda Agricola La Torrita di Villamagna/San Romolo e Villa Dauphiné di Osteria Nuova/San Donato in Collina; V posto - Azienda Agricola Il Colle e Azienda Agricola Perini Nicola di Montisoni. Il Premio speciale per l’Azienda non di Bagno a Ripoli è andato all'Azienda Poggio di Montepescoli di Pelago.
“Dall'esito della settima edizione della Gocciola d'Oro – hanno dichiarato il Sindaco Bartolini e il Vicesindaco Calvelli – emerge che tra il primo e il settimo classificato c'è meno di un punto di differenza su dieci e che ci sono stati due ex aequo al quarto e quinto posto. Grande equilibrio, segno di una competizione giocata ad alto livello, secondo il giudizio degli assaggiatori della Camera di Commercio che partecipano anche ad altri concorsi in tutta la Toscana, e di una qualità dell'olio di Bagno a Ripoli in continua crescita. Ed è questo per noi uno dei principali motivi di soddisfazione, accanto ad alcune conferme, come il ritorno alla vittoria della Fattoria di Ramerino, ad alcune nuove entrate (Chelli, Dauphiné, Perini e Poggio di Montepescoli) fra i nostri abituali produttori che però non erano riusciti prima d'ora a entrare nel gruppo dei migliori, e all'importanza assunta dai frantoi, con nuove tecnologie rispettose della tradizione e della qualità. Questo risultato la dice lunga su quanto le nostre aziende agricole si siano impegnate in un'annata particolare, poiché c'è stata poca produzione, benché di altissima qualità. A nostra volta, come amministrazione, non possiamo che rilanciare ed incrementare la nostra azione: avremo infatti un secondo momento di valutazione e sarà ad aprile 2012. In quella occasione saranno nuovamente assaggiati gli olî di Bagno a Ripoli e l'evoluzione delle loro caratteristiche organolettiche a distanza di alcuni mesi. Un'attenzione ulteriore alla qualità per la quale stiamo studiando sede e iniziative promozionali di ampio respiro sulle quali è prematuro soffermarsi. Ma non mancheranno le sorprese!”


Nicoletta Curradi

martedì 8 novembre 2011

L'extravergine di Reggello protagonista a Firenze alla Galleria dei Medici



Dall’11 al 13 novembre la prestigiosa rassegna avrà un’appendice fiorentina



Il punto sulla produzione dell’olio d’oliva in provincia di Firenze è stato fatto oggi dall’assessore provinciale all’Agricoltura, Pietro Roselli, in occasione della presentazione alla stampa della XXXIX edizione della Rassegna dell’olio extra vergine di oliva di Reggello che si svolgerà nella Galleria dei Medici dall’11 al 13 novembre. La manifestazione è una delle più ricche e longeve tra quelle dedicate all’olio del territorio provinciale, e nel fine settimana avrà una sua appendice fiorentina nel palazzo sede della Provincia.

“Quest’anno – ha detto l’Assessore Roselli – anche a Reggello la produzione si è ridotta notevolmente, si stima circa il 30-40% in meno rispetto all’anno precedente. Una situazione che è in linea con quello che è accaduto su tutto il territorio provinciale, dove, a causa dell’estrema scarsità di piogge la campagna olearia 2011 è stata caratterizzata da una produttività significativamente inferiore rispetto alle precedenti, come dimostra il basso contenuto di umidità presente nelle olive. Un fenomeno che a livello visivo fa apparire il frutto come ingrinzito”.

“Per contro – aggiunto Roselli – il contento di olio presente nell’oliva, specialmente per il moraiolo e leccino, è leggermente superiore ai valori dello scorso anno, con una resa in frantoio superiore al 15%. Sul piano della qualità. Il contenuto di composti fenolici nelle olive è significativamente maggiore (circa il 15% di fenoli) rispetto al 2010. La presenza dei polifenoli oltre a far bene alla salute conferisce anche caratteristiche di qualità. I fenoli influenzano soprattutto la caratteristica sensoriale dell’olio extravergine di oliva, con l’incremento del loro contenuto aumenta infatti la qualità con l’intensificarsi delle peculiari sensazioni di piccante e amaro”.

All’incontro con la stampa, per presentare la XXXIX edizione della Rassegna dell’olio extra vergine di oliva è intervenuto l’Assessore all’Agrcoltura del Comune di Reggello, Valter Faina che ha ribadito come “La manifestazione è un appuntamento irrinunciabile della stagione autunnale, quando le olive vengono frante e si può assaggiare l’olio nuovo con il suo profumo e il sapore intenso. La tappa a Firenze vuole essere un’occasione per permettere a un pubblico sempre più vasto di apprezzare la qualità del nostro prodotto e far conoscere, oltre all’olio, le bellezze e le testimonianze naturalistiche e artistiche del territorio di Reggello.

La coltivazione dell’olivo – ha concluso l’Assessore all’Agrcoltura, Valter Faina - fa parte della storia della nostra gente, ne ha caratterizzato profondamente la cultura ed ha permeato anche i nostri luoghi, la cui bellezza è spesso dovuta ad una felice interazione tra uomo e natura. Per questo la rassegna dell’Olio, che si ripropone oggi nella sua tipicità, rappresenta un appuntamento importante per l'economia e per l'immagine del nostro Comune”.

Appuntamento con l’inaugurazione della Rassegna venerdì, prossimo 11 novembre, alle ore 10.30. Nei giorni di sabato e domenica la mostra sarà aperta dalle ore 10.00 alle ore 18.30.
Fabrizio Del Bimbo

venerdì 4 novembre 2011

Cena futurista del terzo millennio a Villa Le Maschere

Era il 28 dicembre 1930 quando il quotidiano torinese “La Gazzetta del Popolo” pubblicò, a piena pagina, il “manifesto della cucina Futurista”, scritto e meditato da Filippo Tommaso Marinetti, poeta e padre spirituale del movimento Futurista nato nel 1909 per rivoluzionare arte, letteratura, musica, teatro, danza e infine la cucina, ultima delle sue battaglie “consacrate col sangue” in cui teorie innovative e spesso bislacche rinnegavano gli stili del passato per aderire al dinamismo della vita moderna. Nei futuristi i paradossi gastronomici così come quelli estetici miravano all'evoluzione morale: bisognava scuotere la materia per risvegliare lo spirito. La cucina futurista definita dallo stesso Marinetti come una “vera e propria rivoluzione cucinaria” venne descritta in un manuale con tanto di ricette, menu e suggerimenti per imbandire lussuosi banchetti e per servire originali pranzi. All’epoca l’industria alimentare non era certo quella di oggi, ma a rileggere a distanza di un secolo quel manifesto e incredibile scoprire come certe intuizioni futuriste hanno trovato poi applicazione nella realtà. Un esempio su tutto l'integrazione dei cibi con additivi e conservanti e l'uso in cucina di strumenti “moderni” per tritare, polverizzare ed emulsionare. Quanto alle ricette “rivoluzionarie” c'è da dire che, con una buona osservazione, è facile scoprire come esse traggano origine dalla cucina Rinascimentale e come in alcuni casi siano state antisegnane della nouvelle cucine all'italiana. Il cuoco precursore del futurismo fu il francese Jules Maincave che nel 1914, aderendo al movimento futurista si dichiarava “annoiato dai metodi tradizionali delle mescolanze... monotoni sino alla stupidità” e si propose di avvicinare a tavola “elementi separati da prevenzioni senza serio fondamento tipo il filetto di montone con la salsa di gamberi, la noce di vitello con l'assenzio, la banana col groviera e l'aringa con la gelatina di fragole”. Famosissima e impopolare fu la battaglia futuristi contro “l'alimento amidaceo” (la pastasciutta) colpevole di ingenerare negli assuefatti consumatori “fiacchezza, pessimismo, inattività nostalgica e neutralismo. Una palla che gli italiani portano nello stomaco come ergastolani o archeologici”. Dichiarazioni queste che furono proclamate da Marinetti al ristorante milanese Penna d'Oca il 15 novembre del 1930, nello stesso momento in cui annunciò il manifesto scritto di suo pugno e in cui, oltre alla lotta contro la pastasciutta fra i suoi cardini proponeva l'abolizione della forchetta e del coltello, dei condimenti tradizionali, del peso e del volume degli alimenti e della politica a tavola auspicando la creazione di “bocconi simultaneisti e cangianti», invitando i chimici ad inventare nuovi sapori e incoraggiando l'accostamento ai piatti di musiche, poesie e profumi”. Al lancio del manifesto seguirono conferenze in Italia e Francia e il primo banchetto futurista che la storia ricordi alla taverna Santopalato di Torino nel 1931: l'“aeroboanchetto” senza tovaglia e con al suo posto foglie di alluminio e piatti di metallo. Della cucina futurista oggi rimane sopratutto la voglia di osare e l'italianizzazione forzata di alcuni termini d'origine straniera: il cocktail divenne la “polibibita” da ordinarsi non al bar ma al “quisibeve”, il sandwich divenne il “traidue”, il dessert il “peralzarsi” e il picnic il “pranzoalsole”. Goliardia su solide basi artistiche e letterarie, uso della chimica, grandi intuizioni da novelle cuisine e un gusto spensierato, quasi caotico, ma assolutamente originale fino allo sconfinamento nel dadaismo col “cadavere squisito”. Un epopea culinaria contraddittoria ma meravigliosa che in pochi anni ha ribaltato tutti i saperi tradizionali di Pellegrino Artusi; una voglia di provare cose nuove, plastiche, fosforescenti ed originali che attrae anche tutti coloro che domani sera si recheranno nello splendido resort mugellano di Villa Le Maschere per vivere la cena futurista che chiuderà il ciclo di cene storico-culturali che dal medioevo ci ha condotto al terzo millennio. Un vero “aerobanchetto” in cui, state certi, che al vostro fianco potrà anche materializzarsi, alzando il calice, lo stesso Marinetti! Il vostro menù tanto per incuriosirvi comprenderà il “traidue”, una “polibibita inventina”, le “uova divorziate”, il “risotto all'alchechengi”, la “bomba a mano” e lo “scoppio in gola”; il tutto annaffiato da “taniche di vino”. Nadia Fondelli

sabato 8 ottobre 2011

Standing ovation per la Federazione Italiana Cuochi



Grande successo, a livello internazionale, per gli chef di casa nostra che, nell’autunno 2012, ospiteranno il Congresso Europeo della WACS-Società Mondiale dei Cuochi. La FIC ha ricevuto il prestigioso incarico a Istanbul, a seguito di una trionfante votazione da parte dei presidenti dei Paesi membri. Il riconoscimento incoraggia la Federazione a ribadire il proprio ruolo in patria, anche nel campo del turismo enogastronomico. Ma un’altra prova è alle porte per i professionisti della cucina: il 4° Trofeo Città di Montecatini, il 9 ottobre.

Una virtuale e gigantesca “ola” percorre l’Italia dalle Alpi alla Sicilia: è l’onda dell’entusiasmo di 20.000 chef che hanno saputo del conferimento alla Federazione Italiana Cuochi del prossimo Congresso Internazionale della WACS, la Società Mondiale delle Associazioni della categoria, fondata nel 1928 alla Sorbona e “autorità del cibo” per 10 milioni di berrette bianche. La notizia dell’importante assegnazione è rimbalzata da Istanbul, dove i presidenti dei vari sodalizi europei del settore, accompagnati da un delegato, hanno deciso in merito al loro raduno biennale a cui prenderanno parte anche altri Paesi, tra cui la Corea del Sud. Con un suffragio di 18 voti a favore e 4 contrari, la FIC, unica rappresentante nazionale nella WACS, ha portato a casa il Meeting che si tiene ogni volta in uno Stato diverso. «Dopo alcuni anni, il Congresso ritorna finalmente in Italia», commenta dalla Turchia Paolo Caldana, presidente della Federazione, «Così nella seconda decade del settembre 2012, organizzeremo l’appuntamento che riunisce le Associazioni di Cuochi di tutti i Paesi europei. La sede dell’evento sarà probabilmente Gardone Riviera, ma la conferma in proposito potrà essere data solo il 17 ottobre, con la delibera dei nostri esponenti dell’Area Nord, convocati a Brescia. Di certo il Congresso WACS 2012 verrà improntato secondo la nostra visione della cucina e della società: il tema centrale sarà l’alimentazione sana, fondamentale per la salute, e molto spazio è previsto per i menù semplici, quasi minimalisti, che non solo rappresentano l’ultimo trend gastronomico ma sono anche etici e imprescindibili, in tempi di fame diffusa nel mondo. In prospettiva, il Meeting potrebbe essere la premessa per la partecipazione attiva della FIC all’Expo a Milano, nel 2015».

Nel frattempo, la Federazione rilancia la propria disponibilità ad essere coinvolta negli ambiti operativi e decisionali che le competono, in particolare della ristorazione. All’ultimo Sana di Bologna, gli chef tricolori hanno proposto la loro collaborazione agli addetti ai lavori per risolvere le problematiche dei locali biologici, mentre a Milano, nei giorni scorsi, non sono voluti mancare alla celebrazione della “XXXI Giornata mondiale del Turismo, dedicata all’arte dei nostri Cuochi”, voluta dal ministro del Turismo, on. Michela Vittoria Brambilla. All’evento, dal titolo programmatico “L’Arte della ristorazione come protagonista dell’offerta turistica italiana”, era presente Carlo Bresciani, dirigente di Giunta della FIC, che riferisce: «L’incontro voleva sottolineare come l’enogastronomia sia un “linguaggio universale”, con un ruolo d’eccellenza nel turismo, che produce 10 punti del PIL. Dal fatto che sono stati premiati solo chef stellati, si potrebbe dedurre che solo questi grandi nomi possono fare turismo. In verità, anch’io ritengo che, finita l’epoca della “bella” Italia, a causa degli scempi architettonici sul nostro territorio, ora è il momento della “buona” Italia, garantita dalla professionalità di tanti chef. I turisti vengono da noi soprattutto perché abbiamo un’ottima cucina, che però deve essere sempre di qualità. Su questo fronte, il Ministro si è dimostrato molto disponibile per cui, insieme alla Fipe, anche noi auspichiamo interventi verso le sagre, che, a differenza dei ristoranti, non sono controllate. Inoltre, dato che il 70% dei ristoratori è cuoco, confermiamo l’intenzione della Federazione di sedersi al tavolo di discussione, per contribuire a difendere questa risorsa italiana».

Allo scopo di promuovere e valorizzare la figura del cuoco, che opera in cucina, impegnato nelle diverse portate, dall’antipasto al dolce, la Federazione indice spesso competizioni dimostrative. Il 9 ottobre è la volta del 4° trofeo Città di Montecatini Terme, a cura dell’Associazione Cuochi Montecatini Terme-Pistoia, che desidera individuare i piatti più significativi della cucina made in Italy. La gara culinaria è articolata in due concorsi: “Buffet freddo”, a tema libero, per cucina e pasticceria freddi; “Artistico”, sempre a piacere e riguardante cucina e pasticceria con aspetti creativi. Nella cittadina toscana, i concorrenti, cuochi di tutto il Bel Paese, uomini e donne, senza distinzione e limite d’età, saranno in lizza per vincere medaglie d’oro, d’argento e di bronzo e per la proclamazione, nelle due categorie, del “campione assoluto” a cui andrà il Trofeo e un premio in denaro. In aria i berretti bianchi, la “ola” continua…


Nicoletta Curradi